Luciano Ventrone

Nasce a Roma nel 1942. Federico Zeri lo considerava il «Caravaggio del ventesimo secolo». Apprezzato anche da Sgarbi e Bonito Oliva. Definito iperrealista ed emulatore dell’arte antica, in realtà ha inventato una maniera personale ormai conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.

Si avvale di tecniche artistiche raffinate, seguendo alcuni procedimenti mutuati dai pittori antichi, come la gessatura della tela e l’uso del colore ad olio steso per velature per dipingere nature morte immerse in una luce fredda, lontana dagli effetti creati dalle candele usate dai pittori secenteschi ai quali sembra fare riferimento.

«Artista fra i più bravi a ritrarre frutta, ortaggi, fiori, fili d’erba e foglie? E in effetti c’è una gara di bravura fra questa “gioielleria della natura” e i quadri che Ventrone tenta di fare più veri del vero. I suoi dipinti recentissimi possono veramente contendere alle foglie la bellezza, la rugosità e l’intero corpo di un frutto.»

«Quando egli apre l’interno di un limone o di una mela cotogna siamo invitati a guardarci dentro, esattamente come fa l’artista il quale si sofferma sulla pellicola bianca che sta di guardia allo spicchio e ai suoi succhi. La bravura sta nel contendere alla frutta (ciliege, tarocchi, sorbe di Collelongo) gli spessori di quei corpi che spesso apriamo per mangiare: come la zucca spalancata o le foglie di un viticcio. Non può mancare, a queste descrizioni della bellezza, la leggerissima peluria che ricopre il corpo di una pesca: esattamente come una eguale impalpabile peluria può far trapelare la bellezza di un corpo femminile»

Periodo

Inaugurazione 20 ottobre 2017.
Esposizione dal 20 ottobre 2017 al 28 febbraio 2018.