Omar Galliani

In perfetta sintonia con la filosofia che anima le scelte artistiche delle Galeries Marval Antique&Contemporary Art si colloca il lavoro di Omar Galliani, che abbiamo l’onore di ospitare in mostra a Neuchâtel (Svizzera) a partire dal 22 giugno fino a novembre del 2018. Il connubio tra antico e contemporaneo costituisce un tratto distintivo della cultura italiana al quale Omar Galliani non sa rinunciare: nel 2005 viene messo a confronto un suo disegno con il disegno preparatorio dell’Angelo della Madonna delle Rocce di Leonardo in occasione di una mostra all’archivio di Stato di Torino, un evento di grande prestigio che lo consacra come artista contemporaneo di alto spessore tanto da reggere il parallelo forse con uno tra i  più conosciuti artisti rinascimentali  italiani nel mondo. Classicità e modernità dialogano intensamente nell’opera di Omar Galliani offrendoci delle soluzioni di pura poesia; la tradizione rinascimentale s’intreccia con un linguaggio contemporaneo con tagli alle figure particolari e l’inserimento di “segni-figurazioni” in atmosfere da sogno.

E’ l’artista della seduzione del disegno italiano, della ricerca del bello, come ogni grande artista in qualsiasi tempo, che persegue con una qualità esecutiva originale e di altissimo livello. Nonostante Galliani sperimenti svariate tecniche, dalla pittura fino alle istallazioni, le sue ricerche si concentrano sul disegno a matita e carboncino. In contrapposizione all’arte concettuale e alle contemporanee tecniche multimediali, Galliani recupera l’elemento pittorico come linguaggio espressivo primario e ripropone soggetti e iconografie classiche contaminandoli liberamente. I suoi soggetti prediletti sono volti di donna o dettagli di corpi che escono dalla tela o dalla tavola come visioni, come apparizioni in una atmosfera di chiaroscuro quasi magica. E’ la sua caratteristica principale: il dualismo luce-ombra, pieni e vuoti, la metafora del bene e del male e il dualismo delle sue immagini speculari  a testimonianza di due piani della realtà.

“La tecnica” come scrive Giuseppe Bacci nel catalogo della mostra Dal cassetto dei mie disegni al Museo Civico Villa Coppetti a Castebellino(An) “che sia matita o pastello, si piega al lungo procedere, al delicato, ripetuto, passaggio dell’impercettibile intreccio di linee, graffi, sfumature; l’immagine si materializza improvvisamente come un’essenza tanto persistente quanto impalpabile. Un abbinamento di valorizzazione che si prefigge di suscitare lo stupore della bellezza penetrando l’anima nel sentimento universale della riconciliazione con se stessi. Se l’artista riesce ad innalzare il nostro essere verso ciò che è nobile e ad emozionarci, significa che ha raggiunto il suo scopo e resterà mitizzato nel novero dei grandi artisti”

Nato a Montecchio Emilia(RE) nel 1954, dove vive e lavora è uno tra i più significativi artisti italiani di riconosciuta fama internazionale. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. A partire dai suoi esordi, già nel 1978, Enrico Crispolti evidenziava le sue straordinarie capacità disegnative e la sua forza evocativa invitandolo al Premio Michetti con l’Istallazione Ritratto di Dama con unicorno. Diversi successi e riconoscimenti porteranno l’artista ad essere invitato a tre consecutive Biennali di Venezia, ad essere tra gli artisti selezionati per la Biennale di Pechino di quest’anno, ad essere presente nella collezione di arte contemporanea degli Uffizi a Firenze e a misurarsi sulla scena artistica non solo con i più importanti autori della contemporaneità, ma anche a confrontarsi con i grandi nomi della storia dell’arte del passato.